Santa degli impossibili

Santa degli impossibili Ho sempre pensato che a Milano sto bene che un posto da combattenti da apolidi una legione straniera Che non saprei dove altro vivere Ho fatto tutto qui universit figli matrimonio lavoro Milano

  • Title: Santa degli impossibili
  • Author: Daria Bignardi
  • ISBN: null
  • Page: 211
  • Format: Kindle Edition
  • Ho sempre pensato che a Milano sto bene, che un posto da combattenti, da apolidi, una legione straniera Che non saprei dove altro vivere Ho fatto tutto qui universit , figli, matrimonio, lavoro Milano mi somiglia Parla poco, non ha tempo, sembra che non si affezioni a nessuno, ma non cos Milano come me, va di fretta e cerca di fare tutto meglio che pu , nonos Ho sempre pensato che a Milano sto bene, che un posto da combattenti, da apolidi, una legione straniera Che non saprei dove altro vivere Ho fatto tutto qui universit , figli, matrimonio, lavoro Milano mi somiglia Parla poco, non ha tempo, sembra che non si affezioni a nessuno, ma non cos Milano come me, va di fretta e cerca di fare tutto meglio che pu , nonostante se stessa Mila stata una bambina amata e luminosa, una ragazza solitaria oggi la moglie di Paolo e la madre di Maddi e dei gemelli, una donna che ha perso il filo del suo destino Un giorno cede a un impulso segreto, e si ritrova in ospedale Qui incontra Annamaria, un insegnante laica che, come le suore, ha fatto voto di povert , castit e obbedienza Tramite lei Mila torna in contatto con una figura straordinaria della sua infanzia, santa Rita, la santa degli impossibili, che ha attraversato i secoli con la forza della sua testimonianza quella di una donna che a nome di tutte le donne riusc a volare oltre ogni ostacolo grazie alla potenza magica di una passione inestinguibile Attraverso un racconto asciutto e raccolto, Daria Bignardi d vita a un personaggio inquieto, pieno di contraddizioni, segnato da un bisogno di trascendenza inespresso eppure capace di cogliere l a del mondo che silenziosamente ci pu salvare.

    312 Comment

    • Aquila Reale says:

      “Santa degli impossibili” è un breve romanzo, 109 pagine, che narra di quotidianità e di trascendenza. E’ un romanzo sulla libertà: ognuno deve essere l’artefice del proprio destino. Per conquistare in libertà ciò che si desidera nel profondo del cuore. I personaggi sono donne e uomini descritti con luci e ombre, commettono errori, si lasciano trascinare dalle proprie paure, si dimenticano della linfa vitale che nutre il loro cuore. Più che dimenticare preferirei dire che accantoni [...]

    • Hermioneginny says:

      Mila è in ospedale dopo un "incidente" e la sua compagna di stanza, un'insegnante laica, le parla di Santa RIta, la santa degli impossibili.Frammenti di romanzo che vogliono essere introspettivi, ma rimangono in superficie. È un romanzo a più voci, ma sono tutte uguali, non c'è differenza tra Mila, il marito e la figlia.* Milano è come me, va di fretta e cerca di fare tutto meglio che può, nonostante se stessa.* Io penso che volersi bene non è che deve servire a qualcosa, ci si vuole bene [...]

    • Davide says:

      Non tanto un romanzo ma un insieme di frammenti, un nucleo di immagini e di sensibilità.Dolce, intensa la narrazione in ospedale.Un po' da rileggere e da ripensare

    • Lorenza says:

      Anche carina l'idea alla base di questo libro ma chiamarlo romanzo? No, per niente. Più che a un romanzo completo assomiglia agli appunti per crearne uno. Paragrafi brevi, scarni, con salti temporali assurdi e una fine beh, chiamarla fine è un eufemisfo.La Bignardi questa volta non ha fatto centro anzi per quanto mi riguarda non ha proprio preso il bersaglio nemmeno di striscio. Un'opera che sembra scritta senza troppo impegno una storia che avrebbe potuto riempire pagine e pagine, ma che volu [...]

    • Sara says:

      Un romanzo vuoto, anche se mi dispiace essere così drastica nel definirlo.L'impressione che mi ha lasciato è purtroppo la pretesa di essere una narrazione in qualche modo profonda, ma che finisce per restare in superficie. Il tutto aggravato dalla effettiva importanza dei temi che emergonoe poi, c'è la narrazione a più voci, in cui non sono riuscita a cogliere il cambio di stile o prospettiva tra un narratore a l'altro. Forse se si fosse lasciato parlare solo la protagonista ne avrebbero ben [...]

    • Franxj says:

      Libro a più voci, la trama non è del tutto scontata, scivola nella "introspettività" della protagonista e dei parenti intorno a lei, ne scaturisce una visione delle cose molto soggettiva raccontata non solo da colei che è al centro della storia ma anche dagli altri personaggi.Mi ha preso emotivamente solo nella parte centrale.Scontato e per niente emozionante il finaler questo il mio giudizio globale non è molto alto.

    • Pamela says:

      Per alcuni versi banale e pieno di cliché, rimane tutto molto in superficie sia i protagonisti sia le loro storie ed è un peccato perché la Bignardi sa cogliere e descrivere certe sensazioni in maniera garbata e sottile. Mi sarebbe piaciuto leggerne di più. Il romanzo è breve e si legge comodamente in un paio d'ore.

    • Bunny says:

      Anche la Bignardi ha ceduto e ha pubblicato un libro senza capo né coda esclusivamente a fini commerciali. Il titolo è solo un'esca ed è un vero peccato perché avrebbe potuto scrivere una storia diversa e interessante.

    • Gloria Finocchi says:

      Prima di tutto esiterei a definire questo libro un 'romanzo'. E' una storia lunga 100 paginette. E non mi ha entusiasmato in nessun modo. Onestamente non ho proprio capito dove andasse a parare la scrittrice. Cosa ci stava raccontando? Non saprei dirlo.

    • Amina De Biasio says:

      WTF? La scrittura della Bignardi è sempre piacevole, leggera, attuale. Ma questo libro? Non ne capisco il senso. Storia raccontata a metà, finale inesistente Boh Per me è no.

    • Nico says:

      Ho apprezzato la Bignardi anche in questo libro. Il suo modo di descrivere le emozioni rende ogni personaggio vicino a noi e reale. Purtroppo il romanzo è troppo breve ed il finale troppo aperto.

    • Saretta-Iris e Periplo Blog says:

      Mi piace il modo così intimo di scrivere di Daria Bignardi. E’ il quarto libro che leggo, questo è l’ultimo uscito, ma mi metterò in pari presto e leggerò anche il quinto che mi manca. Quando leggo i suoi romanzi mi sembra come se una mia amica mi stesse raccontando qualcosa della sua vita, questo poi è un romanzo corto, quasi più un racconto, ancora più scorrevole degli altri. Sono contenta che Daria Bignardi si sia messa a scrivere, la conosco da quando su Radio Deejay teneva una ru [...]

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